sabato 14 aprile 2018

UDINE: IN SALA AJACE con ABACO VIAGGI e i nuovi tour 2018 - 22 marzo 2018


 Sala Ajace è il cuore di Udine, nel Palazzo D’Aronco, sede del Municipio,  un ottimo esempio d’architettura del XX secolo in stile liberty. 
La parte esterna del palazzo è caratterizzata da ampi colonnati a volta, i muri sono in pietra d’Istria con alcuni stemmi che esaltano l’orazione e il teatro.
La parete interna sottolinea  lo stesso stile Liberty, ne è un esempio la Sala del popolo, dove sono rappresentate le varie attività sportive e teatrali. Degne di nota sono le magnifiche balaustre, le anticamere e la sala Ajace, il cui nome è dovuta alla statua che è al suo interno, realizzata da Vincenzo Luccardi e rappresenta l’eroe greco Ajace, che partecipò all’assedio di Troia e che commise l’errore di sfidare gli dei, i quali sdegnati affondarono le sue quaranta navi. Egli è raffigurato nell’istante prima che Poseidone, una delle maggiori divinità della mitologia classica, dio delle acque, distruggesse lo scoglio sul quale si era rifugiato, proprio mentre malediceva gli dei con il dito puntato verso il cielo quasi per dire: “Mi salverò a dispetto dei Numi”.

 Proprio qui Abaco Viagg ha presentato ai viaggiatori udinesi le novità del catalogo primavera estate 2018. I 150 posti a sedere erano esauriti. Relatrice Elisa Padovani, commerciale Abaco Viaggi, presentata da Vanessa Padovani, consulente Abaco. Ad accogliere i viggiatori le consulenti dell'Ufficio di Udine, Catia, Martina, Serenella.  Elena Romanelli, consulente Abaco a Fiume Veneto, ha deliziato il pubblico con tre canzoni, intepretate con grande maestria e garbo.  
La presentazione è stata occasione per dare la mano ai viaggiatori affezionati illustrando loro le nuove mete e le nuove linee di viaggio: "Abaco click", NatourAbaco, AbacoArte. Oltre ai grandi tour oltre oceno e a 187 proposte tra cui scegliere, da uno a più giorni, a seconda dei gusti di ciascuno.Per innamorarsi del MONDO. Lontano e vicino poco importa. 
"Viaggiare è vivere" scriveva Hans Cristian Andersen.









FORTE E CHIARO - Mensile del Medio Friuli - Aprile 2018 Giovani talenti del nostro territorio


                                  

CODROIPO (Ud)


MICHELE MICHELIN,  COOK a LONDRA, con il sogno di aprire un ristorante a New York



In groppa ai suoi 23 anni e alla passione per la cucina maturata ai fornelli di mamma Mariucci, Michele Michelin è atterrato a Londra, al centralissimo Soho House, 5 stelle lusso con cucina molto raffinata in West London. 
Un grande salto di qualità alla sua carriera culinaria perché, da queste parti, “le mille emozioni si possono tagliare con il coltello”. Così  dice Michele che, il 5 aprile, ha iniziato la nuova avventura londinese. 
Mettendo le prime ali al sogno di aprire un ristorante a New York  con la propria  foto in divisa  in Times Square.  Ha i brividi al solo pensarci ma ben altri brividi li ha provati, arrivando a Londra, vedendo il traffico contromano e le complicate linee dei metro, degli autobus, dei treni. “Non mi scoraggerò” promette Michele che, per essere ammesso al Soho House, ha sbaragliato 600 aspiranti cuochi in concorso a Roma. 
Al provino pratico aveva preparato un risotto alla zucca che, causa agitazione, era risultato leggermente al dente.  Dopo dieci giorni di attesa e speranza ecco arrivare la lettera della svolta  “Gentile signor Michelin,  dopo il suo provino la vorremmo all'interno del nostro staff a Londra”. 
Ed  è così che, con un paio di valigie sovrappeso causa inseparabili  coltelli  e relativa multa aeroportuale, il friulanissimo Michele ha lasciato Biauzzo, come sempre sostenuto dalla sua famiglia e dalla sua ragazza. “Miki, studie e va pal mont” si sentiva dire fin da piccolo  dalla mamma ma anche dalle sorelle Monica e Romina e dal cognato Edi che gli ha insegnato i trucchi per cucinare  pesce e  carne alla griglia.  
 “Stava appena in piedi – racconta mamma Mariucci – che seguiva ogni mia mossa in cucina. Aveva però il difetto di sporcare troppo e non riordinare, per cui non sempre lo lasciavo fare. Ma la passione, quella sì, l’ha sempre avuta. Ora sono stra felice per lui. Mi si stringe il cuore sapendolo lontano ma questa è la sua vita”.   
Nei suoi piatti, che propone con orgoglio ai commensali, Michele ama portare anche la tradizione culinaria del suo Friuli, avvalendosi delle ricette di famiglia.   
Ha frequentato la scuola alberghiera ad Aviano e a Monfalcone, lavorando appena gli è stato possibile, accumulando così preziosa esperienza con quel garbo, entusiasmo, disponibilità e l’andar di cuore che sono il fondamento del suo carattere.

“Però per adesso mi accontento della foto con il Palazzo Reale di Londra alle spalle. Rimango con i piedi per terra e vivo questa fantastica esperienza portando sempre il mio amato Blaus nel cuore” dice.

Da aiuto cuoco da Nando a Sous Chef all’Hotel Danieli, a Chef all’Hotel TyrolAlpenhof, Solo Vino e Hotel Hilton, al Soho House di Londra, ha collezionato soddisfazioni  garanti di successi che faranno di Michele Michelin di Biauzzo uno chef stellato di cui sentiremo ancora molto parlare.

     

CAMINO TAG: (Ud) 

Paolo Ganis, in Olanda a parlare del suo vaso Clairy alla regina


La regina d’Olanda, Máxima Zorreguieta Cerruti in persona, lo ha voluto accanto a sé. 
E lui, Paolo Ganis, 30 anni, di Bugnins di Camino al Tagliamento, in rappresentanza dei giovani a livello mondiale le ha detto sì.

Le ha parlato dell’imprenditoria under 35, con potenzialità e difficoltà, dei progetti, del futuro e di come dovrebbe essere maggiormente sostenuta dalle banche.   
Tanta è stata l’emozione  nel vederla entrare accompagnata da tutto il suo entourage ma ormai Paolo, imprenditore di talento e inventore del vaso Clairy, è abituato ai grandi discorsi. 
Forte della  madrelingua inglese, essendo nato a Johannesburg in Sudafrica da Nino e Teresa Francescutti, e dell’innato carisma, ha saputo farsi  ascoltare alla tavola rotonda nell’ambito della settima edizione della Global Money Week ad Amsterdam.   
L’evento, promosso da Child and Youth Finance International, cui ha presenziato anche la regina, è stata per lui occasione perfetta per parlare di cooperazione finanziaria e dell’importanza fondamentale delle giovani aziende.
Paolo, insieme ai suoi soci Vincenzo Vitiello e Alessio D'Andrea, ha fondato, infatti,  i Laboratori Fabrici nel 2015, e il Talent Garden dove è stato brevettato il Clairy. Azienda in crescita,  esempio virtuoso di imprenditoria italiana a livello internazionale. 
Da 3 dipendenti è arrivata a 20. A gennaio del 2016, Paolo  ha fondato la società Americana Clairy inc per commercializzare Clairy oltreoceano.

L'impennata rapida si è registrata dopo la presentazione del Clairy a Las Vegas, la fiera elettronica più importante del mondo, accelerata in Silicon Valley da Plug and Play Ventures, uno dei più importanti investitori del settore. Poi si è aggiunta la  campagna vendite di grande successo, la vittoria in  European product design Award, e il piazzamento in finale del premio Global durante il G20 in Germania che premia i migliori imprenditori a livello globale under 30.

Successo ampiamente meritato da Paolo, laurea in Scienze internazionali e diplomatiche all’Università di Trieste e in management all’Università Bocconi di Milano in tasca, e tanta voglia di lavorare, da friulano doc quale egli è.  Del resto, il suo Clairy, è stato un successo mondiale. Chi non lo vorrebbe in casa un vaso intelligente che fonde natura, tecnologia e design e permette di abbattere l’inquinamento grazie all’amplificazione delle proprietà delle piante che purificano l’aria? Il tutto controllato tramite smartphone?

Un altro punto a favore sta nel fatto che la produzione di Clary si svolge completamente in Italia, ed è  affidata ad artigiani che hanno i loro laboratori nel nord est. 
Ciò porta una ricaduta economica sul territorio e si colloca come riferimento di imprenditoria vincente  che alza il sipario sull'industria di domani.

                                                                                                       

ASTI e le LANGHE - 1-2 aprile 2018 con Abaco Viaggi

Pasqua 2018 nelle Langhe in Piemonte,  baciati dal sole e da un cielo intarsiato di pizzi a forma di nuvole. 
Ad accogliere il nostro gruppo di viaggiatori friulani e veneti è stata la città di Asti, dalla parola indo europea che vuol dire pecore, colonia romana  prima di Alba  e Torino.  Asti, nel medioevo, era  fiorente e ricca per l'attività usuraia o Banco dei pegni. Fu una delle prime città ad avere la patente di libero comune. Ogni famiglia aveva la sua torre che, in totale, erano 160. E' la capitale dello spumante Asti doc. La Cattedrale, una delle più grandi del Piemonte, contiene tanti tesoretti, affreschi che assomigliano ad arazzi di colori eleganti e tenui, il gruppo statuario in legno del 500,  come nei sacri Monti. 



La Collegiata di San Secondo è una chiesa gotica tra le più antiche di Asti. 
Con l'adiacente sede comunale e prospiciente alla piazza omonima, costituisce il cuore della città. Dedicata a San Secondo, patrono della città, secondo la tradizione è sorta sul luogo del suo martirio e sepoltura. La chiesa ha pianta longitudinale, suddivisa in tre navate irregolari, di cui la centrale è la maggiore. La navata centrale termina con un'abside pentagonale. La navata sinistra termina con un'abside piatta, mentre la destra è circolare. La facciata, con la tipica impostazione romanica a capanna suddivisa in tre parti, presenta al centro un rosone in laterizio con elementi rinascimentali. Le porte laterali sono cinquecentesche, il portone centrale è settecentesco.




Le Langhe, Alba, Grinzane Cavour , con il castello posizionato su una collina come tanti altri nei borghi delle Langhe. Offre dal suo giardino un panorama a perdita d'occhio. Qui visse Camillo benso Conte di Cavour per 17 anni.
E poi la graziosa città di Alba è indubbiamente la città più rappresentativa della provincia di Cuneo, perla dello straordinario comprensorio delle Langhe. 
Per la sua storia e la sua economia, uno dei fiori all’occhiello della provincia di Cuneo e di tutto il Piemonte.
La città fa parte dell'incantevole comprensorio
delle Langhe, la storica regione piemontese a cavallo tra le province di Asti e di Cuneo inclusa nel 2014 insieme a Roero e Monferrato nella lista UNESCO dei beni Patrimonio dell’Umanità.  
Alba è patria del tartufo e della Ferrero, azienda familiare che ha fatto tutto per la sua città e il Signor Ferrero è stato amato tanto. La Cattedrale di San Lorenzo è sicuramente tra gli edifici più importanti della città. Fu costruita tra il 1486 e il 1517 per volontà del vescovo di Alba Andrea Novelli. Nel corso dei secoli è stata oggetto di diverse ristrutturazioni fino al 2009 quando fu realizzato il nuovo presbiterio. L’imponente edificio religioso è in stile gotico ed è costruito in caratteristici mattoncini rossi. L’interno, diviso in tre navate, è invece caratterizzato da splendidi colori che vanno dal blu all’oro, dal beige al marrone.



E poi ci sono le strade nelle Langhe dove lo sguardo si perde e vede oltre. Le Langhe sono una regione famosa in tutto il mondo, non solo per la ricchezza delletradizioni e delle produzioni tipiche, ma anche per i paesaggi collinari, a metà strada tra le Alpi e il mare.Colline immortalate e rese celebri dalle pagine d i Pavese e Fenoglio, nonché patria del vino,dei tartufi, dei formaggi e della nocciola, solo per citare alcune tra le tante prelibatezze diquesta terra. La Morra, Barolo, Grinzane Cavour, Alba, Canelli, Santo Stefano Belbo, Dogliani, San
Donato di Mango e molti altri, sono i borghi suggestivi di un luogo imperdibile.Il primo prodotto che viene associato a queste zone è sicuramente il vino. La coltivazione della vite risale a tempi immemorabili e le qualità dei suoi prodotti sono riconosciute da sempre, a livello mondiale.
Terra da scoprire, assaporare, gustare.  Terra genuina, amata, apprezzata nel mondo. Terra di casa nostra, della nostra bella Italia.

venerdì 30 marzo 2018

IL PONTE, periodico del Medio Friuli - aprile 2018


SEDEGLIANO - CODERNO (Ud)



SARA MARIGO e la passione per la Divina Commedia

Il prossimo 9 agosto compirà novant’anni. 
Sta in casa di riposo di Codroipo, al primo piano. 
Troneggia sulla sua carrozzina che spinge sgambettando con velocissimi piedi. 
Troneggia per la candida chioma che spicca al primo giro di sguardo. 
La amano tutti, anche se brontola perché non andrebbe mai a dormire e si sveglierebbe all’alba. Le notti sono eterne per lei che vorrebbe coricarsi a mezzanotte e alzarsi alle cinque, come ha sempre fatto. 
Per lavorare, certamente, come era abituata a fare nella sua lunga vita vissuta a Coderno il “Paese più bello del mondo”. 
Vita meravigliosa, per sua stessa definizione, fatta di lavoro nei campi e mungitrice provetta. 
Si è sposata a 37 anni, Sara, per aiutare il marito Vincenzo a tirar su i figli, dopo che era rimasto vedovo, e lo era da nove anni, e l’anziana madre. Non pensava al matrimonio lei, impegnata ad assistere madre e padre, da sola, e con tanta dedizione. 
Quell’amore la accompagna ancora e si commuove pensando a loro, alle cinque sorelle, ai due fratelli, al figlio mancato giovane, e si illumina pensando che la stanno aspettando tutti in Paradiso.  “Ma non vado volontaria” dice commuovendosi.

La conosco da due anni e a lei dedico questa dichiarazione di immenso affetto.

Ammiro la sua intelligente saggezza, l’umiltà, la cultura fatta di memoria del passato, di Padre David Maria Turoldo di cui sa tutto, il piacere del canto, la lettura, l’attenzione all’attualità e alla sua grande passione: la Divina Commedia.   
Ricorda molti versi imparati ascoltando il fidanzato di sua sorella che ne era appassionato e portava il libro con sé quando veniva a “morosare”. Sara, all’epoca, era molto piccola e, in un cantuccio, ascoltava e imparava.   
Non ha potuto studiare nonostante lo desiderasse tanto. Ma, dopo la seconda elementare, 43 in classe, dovette abbandonare. Amava la maestra che “piangeva sempre perché litigava con il fidanzato, ma poi l’aveva sposata”.

Lei recita versi imparati in quei due anni, lamentandosi ogni tanto di non ricordarli tutti. In realtà li ricorda, eccome.  
 Le ho regalato il libro della Divina Commedia ed è l’unico dono che abbia accettato perché lei “ ha sempre avuto tutto dalla sua vita meravigliosa, perché non ha mai chiesto niente. Ha avuto tre paia di scarpe in tutta la sua vita e sono state anche troppe.”  

Ha gradito quel libro dalle scritte fitte fitte come la più bella cosa che avessi potuto darle. Ha iniziato subito a leggerlo dicendomi che, però, non riusciva a capirci nulla.  E io le rispondevo “Eeh! Sara, nemmeno io capirei”. Si è accorta poi da sola che leggeva all’incontrario. 
Da sola, ha imparato che ogni riga va letta da sinistra a destra e non viceversa. Dopo trent’anni senza leggere, passo dopo passo, Sara ha posato gli occhi e il cuore su quei versi per ben cinque volte e continua a farlo. 
Ogni giorno e ogni sera prima di coricarsi.   “Mi clopin i voi” dice qualche volta, ma va avanti, anche se vede nebbiolina al posto delle righe.   

Felicità per lei è farmi ascoltare quanto sia diventata brava e desiderosa perfino di contestare qualche verso al sommo Dante.

Sara ha un portamento da regina e vedersi seduta sulla sedia a rotelle proprio non le piace. In palestra riesce a passeggiare, sfoggiando la sua alta figura, e vorrebbe riuscire a farlo sempre. Questo è il suo obiettivo: camminare da sola. 

Quanta saggezza in Sara, meravigliosa donna che teme soltanto una cosa: la solitudine.

La compagnia per lei è tutto, anche nel “deposito ruderi” come definisce la Casa di Riposo.

E’ felice quando il figlio la accompagna  a Coderno “dove c’è tutto” o a Rivignano, in visita ad alcuni parenti. E’ felice quando riceve visite. Quando mi vede si illumina e mi dice “Perle rare. Setu rivade? Jo no capis parceche tu mi volis ben”.

Ebbene sì, voglio un mondo di bene a Sara perché è così luminosa e così dolcemente malinconica. Così bambina e così straordinariamente saggia. 
Così capace di osservare e nutrirsi di ricordi e persone, di cultura vera, quella che la vita non le ha consentito di avere. Così capace di vedermi dentro.

Mi nutro della sua grandezza lontana dalle distrazioni, in un luogo dove so di trovarla sempre ad aspettarmi e felice di vedermi, in un tempo lento dove la vita scorre ugualmente.

E’ un patrimonio Sara, perla racchiusa tra le pareti di una conchiglia chiamata Casa di Riposo.

Un luogo non ai margini, ma biblioteca viva di romanzi tutti da ascoltare, da scrivere e da cui trarre lezioni dal valore inestimabile.


CODROIPO(Ud)
Bis da tutto esaurito per lo  Spettacolo con i GeniAttori della Scuola Infanzia "Stella del Mattino”   La Vera Storia della SPADA NELLA ROCCIA


Che si siano divertiti come matti i GeniAttori della Scuola Infanzia "Stella del mattino" lo hanno ampiamente dimostrato sia l’11 marzo nello spettacolo dedicato ai loro bambini che alla replica del 18 marzo, dedicata al Gruppo Volontari Codroipesi. 
 Divertimento assicurato grazie anche alla sapiente sceneggiatura, con cambi dinamici e intermezzi frizzanti, poco coerenti con la storia ma molto divertenti. 
I personaggi della famosa fiaba c'erano tutti ma, a far loro compagnia, ecco arrivare perfino "Mauro Corona", i Flinstones con Wilma e Fred, la topa innamorata di Ridge di Beautiful, il trio pigiamino sempre pronto a ballare e ad aggiustare le situazioni complicate.   
Naturalmente, a farla da padroni, Mago Merlino con il fedele Anacleto, impegnato a sfidare la mitica Maga Magò a suon di pedalate su bici in miniatura,  il bonaccione Caio, il papà Ser Ettore e il simpatico Semola, ignaro di essere Artù e di possedere il potere di estrarre la spada dalla roccia, contrariamente a chiunque altro. 
A fargli festa prima e dopo l’incoronazione a Re, i cortigiani, gli scoiattoli, la cuoca, e la spada sempre ferma accanto all'inseparabile roccia. 
Finale allegro grazie al ballo dei GeniAttori contornati dai loro bambini, in un'atmosfera  contagiosa che testimonia quanto l'amicizia tra genitori - attori per gioia - possa dar vita a coinvolgenti spettacoli e solide amicizie.
                                                                                                          

CODROIPO (Ud)
I NONNI E  L’ARTE DI LUCIDARE GLI INGRANAGGI DELLA VITA a SpazioFareInsieme 

Cosa significa essere nonni oggi, nell'era digitale?  Molti di noi, già Figli dei fiori,  abbiamo assistito al cambio quasi totale della società.   Noi,  che dal boom economico siamo passati alla precarietà del lavoro.  Ebbene noi, ora siamo Nonni. Grandi mamme, grandi papà.   Fortunati in quanto tali, perchè "Per fare un nonno ci vuole un nipote". Noi che ci troviamo al bivio tra "Amore e affettuosa invadenza", tra "Saggezza e modernità", tra "Piacere e dovere". Noi, che vogliamo essere "Nonni di successo” ovvero essere ricordati con stima e affetto dai nostri nipoti e anche oltre. 
Noi ci siamo trovati a parlare … di noi. 
Definendo il tema che ci riguarda "I Nonni e l'Arte di crescere con i propri nipoti... il cerchio della Vita nell'era digitale".  
Dei nonni contemporanei quasi nessuno parla. Di queste nostre figure, spesso architravi delle famiglie, la cronaca si cura poco.

Tra i presenti, le parole più sentite per definirci sono state “Dono, grazia, fortuna, gioia”.   
Nonni con i nipoti vicini ma, più numerosi di ciò che si pensi,  i “Nonni con la valigia”, perchè molti sono i figli che formano una famiglia all'estero, per ragioni di scelta o di lavoro.
Nonni che vedono crescere i loro nipoti attraverso il cellulare, con la WhatsApp gratuita, Skipe, Webcam e altri mezzi di sofisticata tecnologia. 
Che avvicina i nipoti ai nonni lontani e viceversa, mette in comunicazione in tempo reale e rende meno dolorosa la distanza. "Stranamente" ha detto una nonna con "mezza valigia" "sono più attaccati a noi i nipoti lontani che quelli vicini".
Nonni che, anche oltre l'ottantina, continuano a salire sugli aerei per andare a trovare, più che i figli, i nipoti.
In 90 minuti, carichi di attenzione ed emozione, si è parlato dei nuovi nonni e dei nuovi nipoti, del miracolo di essere nonni, della nonna materna, dei nonni materni e paterni, diversamente uguali, dei nipoti che crescono, dell’amorevole condizionamento,
delle separazioni e dei “Nipoti a pezzettini”, di come essere nonni al Top con un decalogo apposito, come essere i nonni giusti per ciascun nipote, comprendendone le intelligenze. Senza scordare l’autorevole figura dei Bisnonni, genitori tre volte.              
L’argomento non si è certo esaurito in un incontro. Molto c’è ancora da dire e riferire. Sia tra i partecipanti che a  SpazioFareInsieme con Emanuela ed Elena, è nata l’intenzione di continuare a parlare di noi nonni e di consolidare riflessioni e scambi di esperienze.



 Musica


Sono cinque giovanissimi portabandiera della musica rock. Una cantante, Linda  Zamparo, 17 anni, un  chitarrista Mattia Zamparo 15, un bassista Matteo Cordovado 15, un pianista Denis  Milan, 17, un batterista Alessandro Frappa, 14.  Alessandro e Matteo sono di Codroipo, il resto del gruppo proviene da Muzzana del Turgnano. Mattia, Alessandro, Matteo e Linda sono allievi della Scuola di Musica "Città di Codroipo", Denis e Linda dell'Acem, Scuola di Musica di Muzzana.
Insieme formano il gruppo dei  MadSaturdays. 
La loro è musica rock dei migliori testimonial, come “House of the rising Sun”, portato al successo nel 1964 dai The Animals, oltre a molti altri pezzi forti che hanno fatto la storia del genere rock nel mondo.
Sentirli cantare anche queste canzoni fa convincere che la musica, davvero, azzeri l’anagrafe.  
Sono già molto apprezzati per la loro freschezza e i brani che propongono, sia strumentali sia interpretati dalla giovanissima Linda Zamparo che, insieme al fratello Mattia, è la voce del gruppo. Perfettamente a loro agio,  i Madsaturdays si sono esibiti anche al Wine Bar da Sbaiz a Glaunicco di Camino al T,  in un evento promosso da 7 Days Weekend, con trenta minuti continuativi di musica molto coinvolgente e gradevole.
Un piacere ascoltarli e condividerne l'entusiasmo, sapendo bene quanta dedizione ci sia voluta per arrivare fin qui, quante ore di prove, di discussione per la scelta dei brani.  
 Il tutto affiancato allo studio sia della musica che delle materie scolastiche.  
Al pubblico però è arrivato solo il loro orgoglio di presentare il risultato di tanto impegno e la coesione della loro amicizia, per un fatto di vita e di musica.
Per il bis, hanno voluto come loro compagno il chitarrista Nicholas Nicoletti di Muzzana. Di sicuro avremo modo di sentir parlare, e molto bene, di loro e della loro musica. 
Quella rock dei MadSaturdays, di Codroipo e Muzzana del Turgnano.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               MERETO DI TOMBA (Ud)
  La Poetessa  IACUZZI ELVIA di SAN MARCO DI MERETO DI TOMBA


“Una donna, una madre, una moglie, una nonna e un'amica unica, che vive con la poesia nel cuore, donando le sue forti e profonde rime a coloro che la conoscono e amano.

Con tanto affetto”   


Le fortunate ascoltatrici Simona,  Melissa, Clara,  il gruppo volontari della biblioteca di Mereto e l'insostituibile Mario.






Un viaç clamât Vite


Il viaç al comence in chê dì che si nas,
zuiant e cressint, di fantasie ognidun si pas. 
Lis stagjons a àn puartât burlaçs di ogni sorte,
ma il biel timp, al è simpri tornât a plene sporte.
Se a voltis la strade e jere complicade e dissestade,
cun passion e amôr e je stade indreçade e justade.
Cence scjas e cence nissun clamôr
al è stât vivût cun sudôr, rigôr, onôr e amôr.
Un grum si à viazât e un grum al è stât masanât,
dal timp passât dut al è lât e nuie al è plui tornât.
Par dut il ben e il bon che al è stât fat e semenât,
ae fin si è rivâts, se pûr stracs, inte serenitât.
Cun cheste biele e lungje cjaminade,
sglonfe di ricuarts, la valîs si je jemplade.
Se tal timp che al vignarà, cualchidun le vierzarà,
un lunc viaç, clamât Vite, dentri al cjatarà.




ABACO VIAGGI TOUR OPERATOR e la filosofia del  TRAVEL ENJOY RESPECT, il Turismo responsabile nel rispetto per l’ambiente.





Sono come te. Sei come me. E insieme possiamo cambiare il mondo. Siamo viaggiatori ”. 
Così il Travel Enjoy respect, la campagna dell’organizzazione Mondiale del Turismo, si rivolge direttamente ai viaggiatori di tutto il mondo per sottolineare come un turismo responsabile, rispettoso di persone e ambiente, possa portare benessere alle comunità locali senza compromettere gli ecosistemi.  Turismo sostenibile, con rispetto per l’ambiente mondiale  è anche la filosofia di Abaco Viaggi Tour Operator che ha sede a Codroipo, in Via Italia, 34. 
Che porta avanti un progetto per onorare il nostro patrimonio, rispettando il pianeta che ci ospita, avvicinando culture e persone per diffondere valori di pace e apertura, sostenendo gli abitanti, per un  cambiamento sostenibile e positivo nel settore del turismo.
La prova sta anche nel Catalogo n° 28 per la primavera estate e nei 187  tour CREATI e SVILUPPATI in proprio, nati dalla passione e dall’esperienza pluriventennale.  Le destinazioni  riguardano tutta l’Europa e l’area del Mediterraneo con proposte anche oltre oceano.
Perché l’Europa?  Perché il 67% dei beni ambientali e culturali del mondo sta lì e noi ce l’abbiamo a portata di week-end.  Il target dei viaggiatori, la cui fidelizzazione è del 78%,  comprende le coppie che lavorano, anche abbastanza giovani, che vogliono andare nelle città, fare dei tour culturali, ambientali, le famiglie, i single, i professionisti, i pensionati e i gruppi di amici o colleghi.
Il bacino di utenza va da Trieste fino a Padova, comprese le province di Vicenza e Rovigo, con  180 agenzie Abaco Point  che partecipano alla continua formazione e ai corsi di varie tipologie, dal marketing alla psicologia della vendita, alla comunicazione efficace.
Anche la gestione logistica, gli aeroporti vicini, le maggiori compagnie di trasporto sia terrestre sia aereo,  pullman gran turismo da tutte le principali località del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto, consentono di  movimentare 40.000 persone l’anno senza perdite di tempo.
Molteplici gli eventi in questo periodo dell’anno tra cui due in Villa Manin, per l’Abaco Day e per   la presentazione del nuovo catalogo a una novantina di agenzie del Friuli, replicata a  Treviso per quelle del  Veneto. Trenta serate tra Friuli e Veneto, in ville, teatri, location di prestigio per incontrare i viaggiatori viso a viso e farli partecipi delle opportunità in catalogo. A Udine, per esempio, in Sala Ajace, a Treviso al “Cà dei Carraresi”.
Formazione continua, quindi assistenza, con l’equipe di Abaco Viaggi che è composta di quarantanove dipendenti, quasi tutte giovani donne,  e ottanta accompagnatori, dei quali cinquanta lavorano in esclusiva. Dà lavoro ad aziende di pullman da Udine a Belluno, a navette, guide, ristoranti, hotel ai cui titolari viene data la mano.
Tre le linee nuovissime in catalogo: “Capitali A’ la carte” con vacanze personalizzabili a scelta,  “Abaco Click”, con  destinazioni particolari pensate per gli amanti della fotografia, a immortalare luoghi altrimenti irraggiungibili, accompagnati da un fotografo professionista.  “NatourAbaco”,   per un eco-turismo sostenibile, alla ricerca delle aree ancora incontaminate.  
Sostenibilità, passione, umiltà e serietà costituiscono i cardini di Abaco Viaggi,  un tour operator tutto friulano. Anzi, di Codroipo.  Tra i più importanti dell’Italia settentrionale. Pluripremiato da aziende internazionali del settore viaggi, primo in Italia per l’innovazione per Costa Crociere 2017, oggetto di tesi di laurea, invitato  in convegni internazionali come relatore e modello di azienda familiare che funziona. Senza sovvenzioni né aiuti dallo stato.